Dr. Filippo Battini


Chi Sono


Psicologo, laureato a pieni voti presso l'Università degli Studi di Padova.
Psicoterapeuta, specializzato a pieni voti presso la scuola della COIRAG (sede di Milano) con training esperienziale presso ARIELE Psicoterapia (Brescia).
Ho frequentato un master in psicologia dello sport presso la società Penta-form (Brescia).
Il mio modello di riferimento è la psicosocioanalisi, un modello gruppale di matrice psicanalitica. Sono un libero professionista e il mio compito consiste nella predisposizione e realizzazione di percorsi di cura rivolti a individui, gruppi e istituzioni utilizzando in modo preferenziale la tecnica del gruppo operativo.

Segretario dell'Associazione Diurni e Notturni, che comprende operatori e pazienti del Dipartimento di Salute Mentale dell'AUSL di Piacenza e si occupa di riabilitazione attraverso l'utilizzo di tecniche teatrali.
Presidente del CUF (Comitato Utenti e Familiari) del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell'Azienda USL di Piacenza.
Socio del Centro Italiano per la Promozione della Mediazione, associazione che si occupa di favorire lo sviluppo di stili relazionali favorevoli all'attraversamento dei conflitti, in particolare per quanto riguarda la violenza di genere e i reati violenti ai danni delle donne.
Vicepresidente dell'ASD San Polo Calcio, impegnato nella realizzazione di progetti di comunità a partire dallo specifico dell'associazione, ovvero la pratica del calcio.

Servizi




Ricerca e progettazione

La ricerca sostiene ogni percorso di apprendimento e consente di mantenere un atteggiamento attivo nei confronti del mondo in cui viviamo. È grazie alla ricerca che le tecniche e gli strumenti di intervento possono essere modificati e resi più efficaci, con ricadute più funzionali e durature.
Si tratta pertanto di un vertice osservativo a partire dal quale guardo al lavoro svolto quotidianamente e che sviluppo attraverso la partecipazione a veri e propri progetti di ricerca realizzati in collaborazione con altri gruppi di professionisti.
È forte, pertanto, il mio interesse a valutare la partecipazione a progetti di ricerca, sia nella fase di raccolta dei dati sia in quella di elaborazione e sintesi.
Tra le ricerche in corso, una riguarda il `Presidio criminologico`, rivolta ai sex offender (criminali sessuali) e finalizzata a ridurrei il rischio di recidiva. Un'altra riguarda la figura dello Psicologo di Base, con l'obiettivo di definire i contorni (compito, strumenti, aree di intervento...) di questa nascente figura professionale.
La progettazione si sviluppa parallelamente al lavoro di ricerca. Mi occupo di progettazione nazionale e internazionale, anche a partire da una specifica formazione realizzata in merito. Sono pertanto disponibile a occuparmi della progettazione per conto di associazioni o enti che siano interessati a sviluppare progetti attraverso un contatto informativo/conoscitivo, finalizzato a valutare la fattibilità di una collaborazione.
Ho progettato e coordinato la realizzazione dei progetti internazionali, soprattutto nel settore della riabilitazione a favore di pazienti con patologie di tipo psichiatrico (in Romania, Polonia e Georgia, con partner di diversi stati esteri). Nello stesso settore ho realizzato anche progetti nazionali (l'ultimo all'interno della manifestazione `Guardami oltre`, ospitata da Casa Sanremo, in occasione del Festival della musica italiana).
A livello locale, invece, diversi sono i progetti di comunità che ho realizzato nel settore dello sport e della tutela dei minori.


Consulenza e sostegno psicologico

L'attività di consulenza è rivolta a individui, gruppi e istituzioni.
Alla richiesta di consulenza fa seguito un incontro informativo e conoscitivo utile all'analisi dei bisogni di chi si rivolge al mio studio. Nel caso l'interlocutore sia un gruppo di persone o un'istituzione vera e propria, gli incontri finalizzati a questo obiettivo potranno essere più di uno e uno o più colloqui potrebbero avvenire presso la sede del cliente.
La consulenza può riguardare diverse tematiche: la necessità di usufruire di uno spazio di condivisione e confronto finalizzato ad affrontare una scelta nel modo più consapevole possibile consapevole
strutturare e realizzare un intervento a favore di uno specifico gruppo di persone (es: un gruppo classe) costruire spazi di analisi utili e raccogliere elementi e informazioni necessarie alla costruzione di un progetto o di una specifica attività.
Se l'esito dell'analisi della domanda è tale per cui si decide di realizzare la consulenza, verrà concordato un progetto di lavoro che comprenderà obiettivi, durata, strumenti e ogni indicazione necessaria a strutturarlo con chiarezza. La consulenza, infine si concluderà con un report di restituzione.
In modo analogo avvengono gli interventi di sostegno psicologico, rivolti alle stesse tipologie di clienti (individui, gruppi o istituzioni che, in un particolare momento della loro vita, vivono una difficoltà che pesa sulla loro possibilità di funzionare in modo efficace).
Possono riguardare sintomatiche particolari:
disturbi del comportamento (un ragazzo adolescente che fatica a frequentare con costanza e profitto gli impegni scolastici)
disturbi d'ansia (un gruppo che deve affrontare un evento particolarmente importante e vissuto con preoccupazione)
disturbi depressivi (la preoccupazione all'interno di un'azienda rispetto al proprio futuro in particolari momenti)
Realizzo da anni consulenze a Enti di Formazione Professionali che si occupano di percorsi rivolti a minori (15-18) all'interno del sistema dell'Istruzione e Formazione Professionale. Di recente ho iniziato la collaborazione con una comunità integrata per minori.



Psicoterapia

La psicoterapia è un luogo di cura e di cambiamento, in cui si costruiscono apprendimenti relativi allo sviluppo di competenze utili a sostenere, affrontare, attraversare difficoltà di tipo relazionale, emotivo, psicologico che mantengono l'individuo in una condizione di sofferenza, ostacolando l'espressione di parti di sé e la possibilità di godere della complessità del mondo reale in cui si vive.
Attraverso l'ascolto, l'interpretazione e la condivisione si intendono riattivare quei processi di apprendimento ostacolati, bloccati nella condizione di sofferenza.
La mia pratica clinica comprende la possibilità di sviluppare percorsi di analisi individuale o di gruppo.
L'accesso avviene attraverso un primo appuntamento, gratuito, finalizzato ad accogliere la richiesta dell'individuo e ad analizzarla al fine di verificarne la pertinenza (ovvero: posso fare qualcosa per lei oppure è più utile si rivolga a un altro professionista?) e, nel caso, di proporre un progetto di cura.
Il progetto prevede la definizione della frequenza delle sedute, del compenso per le stesse, degli obiettivi e della durata (che sarà sempre la più breve possibile) attraverso la condivisione di un contratto terapeutico.
Tra le opportunità, quella di accedere a percorsi di gruppo.
Mi occupo del coordinamento dei gruppi attraverso il modello del gruppo operativo.
Il gruppo si pone come luogo in cui si incontrano persone (di norma, da un minimo di 5 a un massimo di 10) che interagiscono tra loro attraverso la parola, all'interno di regole condivise (relative, ad esempio, a orario, sede e pagamenti) e in funzione di un compito terapeutico.
Si accede al contesto gruppale dopo un ciclo di sedute individuali utili a raccogliere la storia del paziente e a condividere l'opportunità di intraprendere un percorso di gruppo. Si tratta di gruppi aperti: una volta avviato il gruppo, i pazienti potranno concludere i loro percorsi in momenti diversi così come, in altrettanti momenti, altri pazienti potranno aggiungersi. Le sedute sono una alla settimana e durano 1 ora e 45 minuti. Il numero di sedute utili a concludere il percorso varia per ciascuno, ma sarà comunque il più breve possibile. La conclusione è concordata con il terapeuta.
Quali i vantaggi di questa pratica? Funzionando il gruppo come strumento moltiplicatore, le dinamiche si sviluppano in modo più rapido e si manifestano in modo più evidente. La numerosità e l'eterogeneità degli integranti (i pazienti che concorrono a costituire il soggetto gruppale) consentono di disporre di un maggior numero di risorse in circolo rispetto a quelle presenti in una terapia individuale. Infine, sempre rispetto alla terapia individuale, le sedute costano meno e hanno una durata maggiore.


Supervisione e consulenza al ruolo

La supervisione di casi clinici riguarda l'analisi di rapporti terapeutici considerati in fase di stallo o rispetto ai quali si riscontrano difficoltà in riferimento a scelte da fare, aspetti da comprendere, questioni divenute difficili da sostenere. Può essere realizzata a livello individuale, situazione in cui mi rapporto direttamente con il cliente, oppure gruppale, situazione in cui coordino un gruppo composto da professionisti che lavorano in assetto di supervisione. L'obiettivo è di fornire sollecitazioni, proporre nuovi significati e configurazioni alternative a partire da differenti vertici osservativi che possono svelare elementi rendendoli utilizzabili nel lavoro terapeutico.
I casi clinici possono riguardare il lavoro con pazienti, ma anche con gruppi o il rapporto con istituzioni.
La consulenza al ruolo avviene, invece, attraverso interventi rivolti a soggetti (individui o gruppi) che manifestano insoddisfazione e/o sofferenza circa il proprio lavoro: difficoltà nei rapporti con colleghi o superiori, difficoltà nel soddisfare le proprie ambizioni o nel raggiungere i propri obiettivi, percezione di un senso di inefficacia o inutilità... Non si tratta, in questi casi, di predisporre un'analisi a 360 gradi, ma di limitarla e ricondurla solo ed esclusivamente alla sofferenza relativa alla sfera professionale, senza indagare eventuali emergenti relativi alla sfera personale. L'obiettivo è di individuare nuovi modi di vivere la propria vita professionale, risolvendo le situazioni problematiche o costruendo strategie funzionali a sostenerle con maggiore serenità.

Analisi dei processi organizzativi e percorsi di formazione

Le organizzazioni sono gruppi di gruppi, sistemi complessi in cui vari elementi sono in costante dinamica tra loro. Tanto quanto offre risorse e opportunità, il contesto istituzionale si pone anche come luogo che ostacola il funzionale sviluppo del singolo individuo se non del gruppo di lavoro stesso, con conseguenze su tutti i livelli coinvolti. Il malessere istituzionale è il malessere dell'istituzione, il suo cattivo funzionamento, lo stallo produttivo, l'inefficienza nei servizi offerti, il malessere di chi ci lavora e la costituisce. È in questi casi che può essere utile un intervento che si prenda cura di questi aspetti di sofferenza.
Tuttavia, l'intervento può essere ritenuto opportuno anche in casi differenti, ovvero, nelle situazioni in cui si desidera sviluppare al meglio le condizioni necessarie all'espressione delle risorse delle potenzialità presenti, funzionale all'avvio di un circolo vizioso che, a partire dal benessere individuale di chi lavora nell'organizzazione, raggiunge e sostiene il benessere di tutta l'istituzione.
Individuare le ragioni che sottendono un certo tipo di malfunzionamento o le direzioni verso le quali muovere nello sviluppare determinate risorse sono alcuni dei risultati che una corretta analisi dei processi organizzativi può favorire. Talvolta, la risposta a uno dei bisogni riconosciuti da questo tipo di analisi può consistere nella realizzazione di un percorso formativo.
In altri casi, la realizzazione di un corso di formazione può avvenire in risposta a una specifica richiesta di un gruppo di persone interessate a sviluppare competenze in un settore particolare o a costruire apprendimenti da utilizzare in risposta a una difficoltà specifica che accomuna il gruppo. Nel primo caso, ad esempio, possono rientrare percorsi sulla genitorialità, sull'attraversamento dei conflitti, sull'approfondimento di specifiche fasi dell'età evolutiva. Nel secondo, invece, rientrano percorsi che nascono dalla lettura di bisogni specifici: percorsi a favore di insegnanti o educatori, di addetti alla selezione del personale, di uno specifico gruppo di professionisti che condivide lo stesso compito.
Oltre a essere impegnato in una formazione e un aggiornamento professionale costante, realizzo interventi in percorsi formativi e in convegni e conferenze.



Psicologia dello sport

Gli interventi possono essere rivolti a singoli atleti, a squadre, a istruttori o a dirigenti e sono realizzabili nelle differenti discipline sportive, con strumenti e tecniche che verranno.
In funzione degli obiettivi che si saranno concordati, verrà condiviso un progetto di intervento.
Potrà trattarsi di un'assistenza psicologica alla squadra (con presenza ad allenamenti, gare, ritiri), può prevedere la realizzazione di percorsi di team building (utili alla costruzione del gruppo di lavoro) o interventi sulla gestione dei processi gruppali, per riconoscere e intervenire sulle dinamiche espresse dal gruppo durante la stagione sportiva, al fine di rendere più probabile il raggiungimento degli obiettivi, oppure la realizzazione di conferenze.
In altri casi gli interventi potranno essere finalizzati a migliorare la prestazione degli atleti, al fine di avvicinarsi il più possibile a quella che viene definita la top performance. In questi casi possono essere utilizzate diverse tecniche per il mental training, tecniche di rilassamento (training autogeno, rilassamento frazionato, distensione immaginativa, l'ipnosi indiretta), tecniche di controllo dei pensieri, il self-talk e strumenti come il modellamento, l'ancoraggio.
Tra gli interventi che ho realizzato, il più importante e continuativo è la collaborazione con l'ASD San Polo Calcio. Mi sono occupato di analisi dei processi organizzativi, realizzando un intervento sulla costruzione dell'assetto e dell'organigramma societario. Ho contribuito allo sviluppo delle attività di base, rivolte ai bambini, coordinando le attività degli istruttori e realizzando percorsi di formazione e supervisione, oltre che conferenze a favore dei genitori.
Tra i risultati ottenuti, mi piace ricordare il consolidamento delle attività di base, costruite intorno a un preciso modello centrato sui bisogni del bambino, e dei rapporti con le istituzioni locali (scuola, comune, associazioni del territorio).

Psicosocioanalisi


Dal Dizionario di Psicologia, a cura di U. Galimberti, UTET, Torino, 1999:
`Corrente psicoanalitica che assume come struttura di base della vita psichica l'aspetto relazionale che W. Bion aveva evidenziato rispetto all'impostazione psicoanalitica di S. Freud, centrata sulle dinamiche interne al singolo individuo. Partendo da questo modello, l'indagine psicosocioanalitica prende in considerazione l'individuo nel suo aspetto di soggetto generato (genitus) e di soggetto operante (faber), in relazione al gruppo - di qualsiasi dimensione e natura - considerato nel suo aspetto affettivo (globus) e nel suo aspetto operativo (officina).`
Questo schema relazionale, scrive L. Pagliarani, evidenzia con genitus e globus il mondo degli affetti, delle emozioni, delle angosce, dei fantasmi affrontato dalla psicoanalisi individuale e di gruppo, mentre con faber e officina evidenzia il mondo dell'operatività, del fare, del produrre affrontato dalla socioanalisi.
Dal punto di vista terapeutico la psicosocioanalisi prevede trattamenti di breve durata che connotano la psicoterapia progettuale le cui caratteristiche sono così evidenziate da L. Pagliarani:
Con progettuale intendiamo una psicoterapia orientata secondo i principi e i metodi della psicoanalisi, focalizzata fondamentalmente sui problemi e sui conflitti attuali, finalizzata all'espansione della persona e alla riprogettazione realistica della sua vita attiva e relazionale, distinta da una psicoanalisi classica per il fatto che le incursioni alle origini - con tutte le conseguenze - vengono incoraggiate solo in quanto necessarie a rifondare il vivere nel presente (sonda archeologica, ma sempre per incrementare l'innovazione architettonica). Quindi più architettura che archeologia.